giovedì 20 maggio 2010

IL RENDIMENTO

E cosa significa impianti monocomponente ed efficienza di conversione?

Impianti monocomponente

Gli impianti che usano un unico componente chimico come sostanza che compie il ciclo termodinamico viene detto impianto monocomponente (in queste tipologie di impianti si possono utilizzare anche miscele di composti chimici diversi che si comportano come uno solo, a patto che questi componenti abbiano valori di temperature e di pressioni affini).
Quasi tutti i cicli termodinamici il fluido si trova allo stato o liquido o aeriforme per vari motivi: lo spostamento è più semplice e soprattutto le sostanze allo stato liquido o aeriformi hanno variazioni di volume più importanti in funzione della temperatura.

Efficienza di conversione: rendimento

Fin dalla prima comparsa delle prime macchine termiche ,venne alla luce il problema economico: esisteva una grandezza per rappresentare in maniera oggettiva se una macchina termica fosse economicamente più vantaggiosa rispetto ad un’altra: il rendimento.
Esso rappresenta un rapporto tra due grandezze non coerenti tra loro: lavoro prodotto dalla macchina ( in J) e il calore speso (in J).

Per i cicli diretti: il rendimento è uguale al rapporto tra lavoro prodotto e calore speso:

η=L/Q

Si tratta di un coefficiente che ha un range di variabilità ben definito:

0<η<1>

dove 1 risulta un valore impossibile, in quanto il poter trasformare tutto il calore fornito in lavoro andrebbe contro il secondo principio della termodinamica.

Per i cicli inversi: il rendimento si chiama coefficiente di prestazione CP ed è uguale al rapporto tra calore assorbito dalla sorgente fredda e il lavoro impegnato per tale operazione:

CP=Q/L

I valori teorici per tale coefficienti sono compresi fra 6-8, ma nella realtà si aggirano intorno a 4-5.
Una tabella di valori tipici di rendimento che i permettono di stimare l’efficienza dei vari cicli termodinamici è la seguente:


Chiaro?
Forza, Gigar ha bisogno dei vostri commenti :-)



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